Autonomia tra la rendita ai superstiti e quella goduta in vita dal lavoratore defunto

da | Dic 7, 2019 | Diritto Civile, Diritto del Lavoro, Diritto della Previdenza Sociale

L’ordinanza in questione, Cassazione 30879 2019 del 26 novembre 2019, è stata pronunciata dalla Suprema Corte di Cassazione in esito a procedimento patrocinato dallo studio legale Valettini.

La rendita Inail ai superstiti del lavoratore defunto per malattia professionale è una prestazione previdenziale che spetta iure proprio e non iure successionis  poiché il diritto non appartiene al patrimonio del de cuius ma sorge alla morte dell’assicurato.

Di conseguenza,  la rendita ai superstiti e quella goduta in vita dal lavoratore defunto sono due prestazioni autonome tra di loro.

Nel caso di specie, pur essendo stato accertato nel corso della istruttoria, che il de cuius  era deceduto per complicanze legate alla pneumoconiosi di natura professionale per la quale percepiva rendita, i giudici di merito avevano ritenuto che si dovesse valutare soltanto lo stato della malattia professionale quale  risultante al termine del periodo massimo di revisione ( 15 anni dalla costituzione della rendita) e non si dovesse tenere conto degli aggravamenti successivamente intervenuti.

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