IL CONTRATTO FIDUCIARIO

da | Gen 25, 2024 | Diritto Civile

Il negozio fiduciario è un particolare negozio giuridico, basato fondamentalmente sulla fiducia tra due o più persone.

Esso è composto da un normale atto giuridico ad effetti reali (principale), traslativo o costitutivo di un diritto, con cui una parte (il cd.fiduciante) manifesta una volontà attributiva della titolarità di una situazione giuridica ad un’altra parte (il cd.fiduciario), a lato viene stipulato un ulteriore accordo accessorio tra le parti, definito patto fiduciario, con cui vengono definite le modalità di esercizio dei poteri e delle facoltà scaturenti dalla situazione giuridica soggettiva di cui è divenuto titolare il fiduciario.

Il contratto fiduciario, quindi, si compone di due elementi: un classico contratto (ad esempio una compravendita) ad effetti reali, avente efficacia erga omnes (cioè opponibile a tutti) e un patto accessorio con rilevanza interna, detto pactum fiduciae, che modifica il risultato finale del primo negozio con efficacia obbligatoria tra le sole parti stipulanti.

La combinazione di questi due elementi crea un contratto con cui un soggetto, il fiduciario, assume determinati obblighi nei confronti di un altro soggetto, il fiduciante.

Ad esempio, nel caso di compravendita, nei rapporti esterni, il fiduciario è pieno ed esclusivo proprietario dell’immobile acquistato da altri (fiduciario), MA quando quest’ultimo chiederà il ritrasferimento dell’immobile dal fiduciario, il fiduciante dovrà cedere l’immobile o recandosi dal Notaio ovvero in base ad una sentenza giudiziale.

Se, come nell’esempio citato, il patto fiduciario ad oggetto beni immobili, esso, ai fini probatori, dovrebbe essere redatto in forma scritta.

Sul punto le Sezioni Unite, con sentenza n.6459/2020, hanno enunciano i seguenti principi di diritto: «Per il patto fiduciario con oggetto immobiliare che s’innesta su un acquisto effettuato dal fiduciario per conto del fiduciante, non è richiesta la forma scritta ad substantiam; ne consegue che tale accordo, una volta provato in giudizio, è idoneo a giustificare l’accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell’obbligo di ritrasferimento gravante sul fiduciario.»; «La dichiarazione unilaterale scritta del fiduciario, ricognitiva dell’intestazione fiduciaria dell’immobile e promissiva del suo ritrasferimento al fiduciante, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma, rappresentando una promessa di pagamento, ha soltanto effetto confermativo del preesistente rapporto nascente dal patto fiduciario, realizzando, ai sensi dell’art. 1988 cod. civ., un’astrazione processuale della causa, con conseguente esonero a favore del fiduciante, destinatario della contra se pronuntiatio, dell’onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria.»  (da ultimo Cassazione 10472/2023).

Come detto, tuttavia, ancorchè la Cassazione abbia riconosciuto piena validità al patto in forma orale, risulta difficile, in sede giudiziale, dimostrare l’esistenza di un patto che contenga elementi diversi da quello “ufficiale” per il che è opportuno che l’accordo fiduciario sia redatto in forma scritta.

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