QUANDO L’INPS CHIEDE LA RESTITUZIONE DI SOMMA NON SEMPRE HA RAGIONE

da | Dic 18, 2023 | Diritto del Lavoro

Capita molto spesso, in particolare in questi ultimi anni a seguito dell’intensificarsi dei necessari controlli, che l’Inps, dopo aver erogato prestazioni sia di natura previdenziale che assistenziale, ci ripensi e chieda in restituzione ciò che ha corrisposto per errore.

Peraltro, queste richieste di restituzione non avvengono in tempi ristretti ma quando la prestazione è corrisposta oramai da tempo e di conseguenza, può trattarsi di somme piuttosto importanti.

Le ragioni per le quali si può formare in indebito, possono essere le più varie; a volte può trattarsi di prestazioni legate ad uno stato di invalidità che, a distanza di anni, viene ritenuto insussistente, a volte può trattarsi di una valutazione di redditi, incidenti sulla prestazione, dei quali l’Inps non aveva tenuto conto al momento della liquidazione, oppure di una dimenticanza nel chiedere il rinnovo di una prestazione.

In questi casi, anche se l’Inps può avere ragione nel merito, perché effettivamente la prestazione non doveva essere erogata o doveva esserlo in misura inferiore, non sempre ha diritto ad avere le somme erogate in restituzione.

E’ importante evidenziare come, in materia previdenziale ed assistenziale, non si applica il principio di generale ripetibilità di cui all’art. 2033 c.c., ma si applicano invece i principi di settore come ricostruiti dalla giurisprudenza di legittimità, che ha individuato un’articolata disciplina che si fonda sulla regola per cui la ripetizione dei pagamenti indebiti è esclusa in presenza di situazioni di fatto variamente articolate, ma comunque aventi come minimo comune denominatore la non addebitabilità al percipiente dell’erogazione non dovuta e l’idoneità della situazione di fatto a generare affidamento.

Lo Studio Legale Valettini ha affrontato ed affronta, la problematica inerente la ripetibilità dell’indebito in sede giudiziale, con risultati positivi quali:

-l’irripetibilità dell’indebito insorto prima del provvedimento di sospensione/revoca formale della prestazione;

-l’irripetibilità dell’indebito dovuto al possesso di redditi superiore al limite legale ma contestato oltre i termini previsti dalla legge;

-l’irripetibilità dell’indebito, anche in caso di mancata e dovuta comunicazione dei redditi all’Inps, quando gli stessi sono stati comunque inseriti nelle dichiarazioni reddituali,

-irripetibilità dell’indebito in caso di mancata richiesta di rinnovo di una prestazione di invalidità in assenza di una tempestiva sospensione da parte dell’Inps.

La materia presenta, infatti, svariate tipologie di casi che meritano tutti di essere attentamente valutati prima di dare corso ad una restituzione che non sempre è dovuta.

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