Una buona notizia !

da | Lug 4, 2024 | Diritto del Lavoro

Abbiamo il piacere di segnalare una interessante pronuncia resa dal Giudice del lavoro di La Spezia il 27 giugno scorso, in causa patrocinata dal nostro Studio.

La questione riguardava una problematica che, nei tempi recenti, costituisce una buona parte del contenzioso con l’Inps trattandosi della “dolorosa” materia dell’indebito assistenziale.

Come abbiamo già illustrato in precedenti interventi, accade molto spesso che l’Inps, dopo avere erogato prestazioni per un certo lasso temporale, contesti al pensionato di non aver provveduto alla comunicazione dei propri redditi, necessari per la verifica del diritto alla prestazione e per tale ragione provveda alla revoca della prestazione ed alla successiva contestazione del debito così formato (art.35 comma 10 bis DL 207/2008).

La pronuncia che si commenta, stabilisce il principio fondamentale sulla base del quale la comunicazione dei redditi è necessaria soltanto quando incide sul diritto alla prestazione o sulla sua misura; annota, infatti, il Tribunale “Si tratta, poi, di un’interpretazione costituzionalmente orientata: tenuto conto dell’art. 38 Cost. e del fatto che la revoca va a colpire “pensionati a reddito non elevato, i quali hanno destinato alla soddisfazione dei bisogni alimentari propri e della famiglia le somme percepite” (C. Cost., sent. 39/1993), la diversa interpretazione propugnata dall’Istituto sanzionerebbe un soggetto che aveva sicuramente diritto alla prestazione e che ha omesso di rendere una dichiarazione che avrebbe avuto contenuto negativo (inesistenza di altri redditi) facendo prevalere in modo formalistico l’interesse pubblico, che indubbiamente esiste ed è apprezzabile, ad agevolare gli accertamenti dell’INPS sulla tutela dei cittadini sprovvisti dei mezzi di sussistenza”.

Nel caso di specie, in particolare, l’interessato non aveva altri redditi oltre a quelli derivanti dalla pensione Inps e di conseguenza, il Tribunale preso atto che la dichiarazione richiesta dall’Inps non era necessaria e la sanzione della revoca non poteva essere applicata, ha dichiarato la non ripetibilità delle somme richieste dall’Istituto.

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