La cittadinanza onoraria è un riconoscimento onorifico, simbolico, conferito da un Comune a persone non residenti, anche straniere, che si siano distinte per particolari meriti o contributi alla vita della comunità, ma non conferisce diritti di cittadinanza. In Italia, la concessione della cittadinanza onoraria non è prevista da una legge nazionale, ma ogni Comune può disciplinarne la concessione tramite un regolamento o una delibera del Consiglio Comunale.
I riferimenti normativi sono vaghi, ribadendo l’autonomia degli Enti Locali, tra cui:
– articolo 114 della Costituzione della Repubblica Italiana;
– il Testo Unico degli Enti Locali – D.Lgs. n. 267/2000;
– lo Statuto del Comune.
La persona deve essersi particolarmente distinta nel campo delle scienze, delle arti, della solidarietà sociale, del lavoro, della politica, della scuola, dello sport, con iniziative, opere e prestazioni in favore degli abitanti del Comune.
La cittadinanza onoraria non è un diritto, ma un riconoscimento onorario. Non influisce sulla posizione anagrafica dell’insignito, né conferisce alcun diritto o obbligo giuridico.
Il conferimento della cittadinanza onoraria avviene solitamente con una cerimonia ufficiale, in cui viene consegnato un attestato o una pergamena al beneficiario.
Alcuni Comuni prevedono la possibilità di revocare la cittadinanza onoraria in caso di comportamento indegno del beneficiario.
La cittadinanza onoraria può essere conferita anche a cittadini deceduti, post mortem.
Alcuni esempi noti di cittadinanza onoraria concessa post mortem: Salvatore Quasimodo a Roccalumera, Lucio Dalla a Lipari, Giacomo Matteotti a Riano.
Si precisa poi, che nell’ordinamento giuridico italiano, non è prevista la concessione della cittadinanza italiana onoraria da parte dello Stato, che però può concedere la cittadinanza italiana per meriti speciali (art. 9, comma 2, Legge 91/1992) a cittadini stranieri che abbiano reso eminenti servizi all’Italia, in campo culturale, sportivo, economico, sociale. A differenza della cittadinanza onoraria, conferisce la cittadinanza vera e propria, con pieni diritti e doveri (incluso il diritto di voto). Alcuni esempi di questa eccezionale naturalizzazione:
Zakia Seddiki, nel 1921, vedova dell’Ambasciatore nella RDC, Luca Attanasio, impegnata in Italia per i diritti dei più deboli;
Abraham Conyedo, nel 1919, atleta di nazionalità cubana che gareggia con i colori italiani nella disciplina della lotta stile libero.